IL RAPPORTO LEGAMBIENTE SULLA QUALITA’ DELL’ARIA IN ITALIA

Seppure in calo costante negli ultimi decenni, l’inquinamento atmosferico rappresenta il principale rischio ambientale per la salute delle persone in Europa, tra le prime cause di malattie e decessi. Tendenza analoga per l’Italia: i dati del 2025 registrano ulteriori miglioramenti rispetto al 2024, con sole 13 città che hanno superato il limite giornaliero per le polveri sottili, ma appare evidente la necessità di intensificare gli sforzi affinché la lotta all’inquinamento atmosferico diventi un obiettivo strutturale delle politiche ambientali, non solo per essere in linea con gli obiettivi stabiliti dall’UE al 2030, ma anche per abbattere le principali cause di malattie  cardiovascolari e respiratorie che colpiscono soprattutto le fasce più deboli della popolazione: gruppi socialmente ed economicamente svantaggiati, bambini, anziani, persone con altre comorbidità.

Gli interventi strategici suggeriti da Legambiente nel rapporto “Mal’Aria di Città. Luci ed ombre dell’inquinamento atmosferico nelle città italiane” vanno nella direzione di risolvere le ben note criticità che hanno inciso negativamente sullo sviluppo del Paese, puntellando in tal modo anche il Piano d’Azione per il Miglioramento della Qualità dell’Aria 2025–2027, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 agosto 2025: mobilità sostenibile, buone pratiche agricole, efficientamento energetico degli edifici.

In quest’ultimo ambito, assume grande rilevanza il tema del riscaldamento domestico e degli edifici pubblici: l’obiettivo suggerito è quello di puntare sulle Low Emission Zone (LEZ) specifiche per il riscaldamento, prevedendo – tra l’altro – controlli stringenti sugli impianti termici,  definizione di programmi di adeguamento degli edifici a prestazioni energetiche a livelli NZEB/ZEB;  sostegno a  tecnologie di riscaldamento a emissioni quasi zero o ibride, dotate di sistemi di filtrazione avanzata e integrate con fonti rinnovabili.

Una posizione in linea con quella pubblicamente assunta dal presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, Paolo Biscaro, in occasione del convegno “Sviluppo economico e sostenibilità ambientale: tra cambio di rotta e strategia in evoluzione”, organizzato lo scorso 14 ottobre dalla Categoria: “L’efficientamento degli edifici è un passaggio fondamentale e ineludibile di qualsiasi politica di transizione energetica, dal momento che sono responsabili del 42% dei consumi finali di energia, contribuendo per il 18,8% delle emissioni nazionali di gas serra; valori e percentuali decisamente elevati, e in gran parte causati da un patrimonio immobiliare largamente vetusto ed energivoro. Secondo i dati elaborati dal Centro Studi Fondazione Geometri Italiani, in collaborazione con il Centro Studi Sintesi e Smart Land – riepilogati nel report “La via italiana Direttiva EPBD IV” – su un totale di circa 14,8 milioni di edifici, oltre la metà – pari a 18,5 milioni di abitazioni – si colloca ancora nelle classi energetiche più basse (F o G), e di queste ben 13,5 milioni risultano stabilmente occupate.

Intervenire su questa porzione di patrimonio consentirebbe di risparmiare circa 4.681.505 tonnellate all’anno di CO2; di ridurre i costi dei consumi (del 16% entro il 2030, del 20-22% entro il 2035, fino alla completa decarbonizzazione entro il 2050) e, conseguentemente, di agire vigorosamente sul fronte della povertà energetica, una criticità che investe il 9% delle famiglie italiane, il livello più alto registrato negli ultimi 10

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Presentazione Paolo Biscaro “Sviluppo economico e sostenibilità ambientale: tra cambio di rotta e strategia in evoluzione”

 

Rapporto Legambiente: “Mal’Aria di Città. Luci ed ombre dell’inquinamento atmosferico nelle città italiane”

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